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domenica 3 giugno 2007

Golfo del Tigullio - Camogli

Nel ripido e verdissimo anfiteatro naturale, tra gli ulivi e i pini marittimi del Golfo Paradiso, sulla riva è Camogli.

Il porticciolo con le sue barche variopinte, la palazzata multicolore delle case arrampicate, una tradizione marinara che è ancora viva, l'allegria della sagra del pesce: così ci si ricorda della "Città dei Mille Bianchi Velieri" e se ne sente la nostalgia quando si è lontani.

Il Centro storico si sviluppa intorno al porto, con la Chiesa Parrocchiale, il Castello del Dragone sull'antica "Isola" (o "il Giorgio" com'è chiamata affettuosamente), e le belle case decorate. La terrazza del Castello offre un'incantevole vista sul porto e sulle viuzze della vecchia Camogli.

Ed è nei "carruggi" in prossimità del porto che si incontra spesso l'immagine della Vergine, alla quale i camogliesi, nei secoli, si sono sempre rivolti invocando protezione per i loro cari lontani sul mare.

Dall porticciolo, affollato dalle barche dei pescatori e dai battelli turistici che solcano le acque alla volta di S.Fruttuoso, ha inizio la passeggiata a mare. E' via Garibaldi, con i suoi molteplici bar e ristoranti dove sostare per sorseggiare un caffè o assaggiare la cucina ligure contemplando il luccichio del mare.

L'ORIGINE DEL NOME
Le ipotesi sono numerose: quelle più fantasiose e meno credibili fanno derivare la parola dal genovese "Cà a muggi" (case a mucchi) o "Cà de mogee" (casa delle mogli - quelle dei pescatori e marinai in attesa del ritorno del marito).

Tra le più accreditate sono quelle che fanno derivare il vocabolo da "Camulio" o "Camulo", nome attribuito a Marte dai Sabini ed Etruschi o da Camolio, divinità solare gallo-celtica.


LO STEMMA DI CAMOGLI
Nel 1877 Camogli, per decreto di Re Vittorio Emanuele II, Camogli diventa "Città" e acquisisce il diritto di utilizzare lo stemma araldico.
Così viene descritto ufficialmente:"…è d'azzurro, alla nave antica, a tre vele latine, vogante sopra il mare di verde fluttuoso argento, verso una torre d'oro…."




Golfo del Tigullio - Abbazia di San Fruttuoso

L'abbazia di San Fruttuoso è un antico complesso monastico situato nella baia di San Fruttuoso nel comune di Camogli, in provincia di Genova.

Dal 1983 fa parte dei beni architettonici del Fondo per l'Ambiente Italiano, grazie alla donazione dei proprietari. Nella sua baia è posizionata la celebre statua del Cristo degli abissi, posta nel 1954 sul fondale marino e recentemente restaurata.

Golfo del Tigullio - Sestri Levante

Il comune è situato nella Riviera di Levante e precisamente è una delle ultime località che si affacciano sul Golfo del Tigullio.

Sorge sulla piana alluvionale del torrente Gromolo a ridosso del promontorio roccioso chiamato dagli abitanti semplicemente isola, che proteso verso il mare è unito alla terraferma da un sottile istmo che divide l'incantevole Baia delle Favole, dove è stato ricavato il porto turistico e il cui nome venne attribuito dallo scrittore Hans Christian Andersen che qui soggiornò nel 1835, dalla ancora più suggestiva Baia del silenzio.
Una nuova barriera prima delle spiagge della frazione di Riva, che proseguono fino in località Renà, sono costituite dal Capo di Punta Manara e monte Castello (265 m). In località Renà sorge lo scoglio caratteristico dell'"Assêu" e più ad est si trova punta Baffe e monte Moneglia (521 m) che nascondono la vista di Vallegrande e del territorio di Moneglia.

Tra le due baie e l'istmo si sviluppa il centro storico, mentre la parte più moderna occupa la piana che, estendendosi tra il mare e le colline dell'entroterra, dividono Sestri a nord dalla val Graveglia con il monte Bianco alto 876 m e a nord-est dalla val Petronio con il monte Caddio (390 m), monte Bomba (608 m) e monte Incisa (700 m); a nord- ovest il promontorio di Sant'Anna prosegue per un difficile ma suggestivo e panoramico crinale sul golfo del Tigullio, fino ai monti Costello (498 m), Zucchetto (614 m) e Capenardo (693 m).

Golfo del Tigullio - Portofino

Abbracciata dai monti che ne disegnano il golfo, sorge Portofino, cittadina ligure resa celebre dal jet set mondiale che l’ha scelta come meta di vacanza. La sua fama inizia da lontano. Fu forse lo scrittore Guy de Montpassant il primo vip a trascorrere lì il suo tempo, nel 1889, e ad innamorarsi del paesaggio. La definì "un arco di luna attorno a un bacino calmo", riferendosi al promontorio dalla forma a delfino che racchiude il piccolo centro e ne delinea i confini rispetto al più ampio golfo del Tigullio.
Ad una prima occhiata, Portofino appare come un borgo di pescatori, dalle coloratissime case alte e strette, pigiate le une contro le altre. Le numerose stradine che la percorrono giungono alla celebre piazzetta che d’estate pullula di turisti e curiosi. L’impianto viario a maglie ortogonali è rimasto lo stesso dell’età imperiale romana, epoca in cui il villaggio fu battezzato “Portus Delphini”, nome dal quale deriva l’attuale Portofino. Accanto a capolavori architettonici, come la Piazzetta e l’abbazia di San Fruttuoso, di epoca medievale, è la natura che contribuisce a rendere speciale quest’angolo di Liguria.

L’insenatura è un privilegiato primo impatto per il visitatore, che coglie immediatamente la doppia caratteristica del borgo ligure: mondanità e privacy. Ma i 4.600 ettari di Parco rappresentano uno spettacolo dal quale non si può prescindere. Immersa nel verde anche la spiaggia di Portofino, Paraggi, raggiungibile a piedi e nella cui baia si trova il relitto di un mercantile affondato nel 1917.

Negli anni ’50, Fred Bongusto dedicò una celebre canzone a questo luogo incantevole, che è stato meta di soggiorno per la regina Maria de’ Medici, Truman Capote, Wallis Simpson, duca di Windsor, Liz Taylor, Richard Burton, Humphrey Bogart. E si racconta che Nietzsche scrisse "Così parlò Zarathustra" durante le sue gite notturne in barca tra Zoagli e Portofino.

Per coloro che volessero scoprire quanto la natura ha da offrire in questo cantuccio di paradiso, sono molteplici gli itinerari suggeriti e le mete imperdibili. Cominciando dai luoghi più in alto, che permettono di godere di un panorama mozzafiato, come il santuario di San Giorgio e il Castello Brown. Il primo ha probabilmente avuto, al tempo dell’impero bizantino, funzione di posto di vedetta. L’ottima posizione della torre rispetto al promontorio, che per 4 chilometri si distende sul mare, ha fatto sì che la postazione venisse contesa nei secoli tra turchi, inglesi, francesi e fiorentini, oltre alle popolazioni locali.



CASTELLO BROWN


Il Castello Brown, le cui prime notizie risalgono agli anni ’20 del 1400, è circondato da un ampio giardino costellato di roseti e pergolati. Si può godere della vista sul golfo e spingersi con lo sguardo fin oltre l’istmo che collega la penisola alla terraferma. Anche questo sito in passato è stato utilizzato a scopi militari, data la sua posizione strategica ed elevata.








Dalla baia di Portofino, inoltre, si può ammirare come la disposizione delle costruzioni rispetti l’ambiente circostante, lasciando spazio per la ricca vegetazione. Florida anche la fauna marina di questo luogo che fa parte di una riserva naturale protetta.




















Fonti:

http:/ / www.comune.portofino.genova.it/
http:/ / www.lastampa-nordovest.it/ speciali/ portofinoitinerario/ #portofino
http:/ / www.paesionline.it/ portofino/ comune_portofino.asp
http:/ / www.vacanzeinversilia.com/ rivieraligure/ portofino.html
http:/ / www.bancadelmare.it/ coste/ portofino.html
http:/ / www.parcoportofino.com/ lisa_web.htm